Kel Aylin‘s log, Communications officer aboard ISF Revenant, terran date 2975-04-20
The bridge trembled under the captain’s feet; shields were holding but at this rate they weren’t going to last long.
“More gravidar contacts, captain! A Panther class M7 frigate and at least three Dragon class M6 corvettes, CBDR[1] from the center of sector!” The tactical officer’s voice didn’t actually seem belonging to the same person I had been serving with in the last 2 years.
“Oomanckrel is pushing through!” Some of his composure recovered, he pointed out that the enemy M1 cruiser we’ve been battling was breaking our blockade; “Intercept course, engage on broadside, fire all ion disruptors!” the captain shouted orders to the crew, then he asked me “How about our guest? status?” a quick glance, a couple of taps on the comm screens, and I had the answer: “One transport 0.2 clicks to the jumpgate, the other is 2 clicks farther, they need more than a minute”.
“Damage report!” the captain ordered, the Teladi officer was quick to answer “Shields down at 10%, mass drivers are chewing on our hull, breaches on decks 7 through 18!”.
The Revenant would not hold another minute.
“Beam all non essential personnel aboard Tendril, get the lifeboat ready for quick detachment!” Another order I was supposed to answer, half panicking and half relieved, I activated the right commands to open the docking clamps of the emergency M5 scout, not entirely realizing that the captain had chosen to sacrifice the ship to let the transport escape with their load.
In twenty seconds, all the Revenant‘s crew was transported to our escort M6 corvette, including most of the bridge crew; only three of us remained: me, the captain, and the helmsman.
I was supposed to fly the emergency lifeboat, a Discoverer class M5 scout, while the helmsman was tasked with flying the Revenant until the captain’s last order.
A bunch of seconds later, we received the painful last order: “All hands, abandon ship”; without second thoughts, I scrambled to the tactical seat, while the captain opened a panel on his console and pressed the buttons for the emergency transporter.
A second later I was in the pilot’s seat on one of the fastest interceptors in the Argon space fleet, checking screens and seeing that the helmsman was in his seat in the pressurized cargo compartment, buckling up, I readied the craft, hovering my hand on the “Release” switch, waiting for the captain to appear in his seat, but a big white “OVERRIDE” writing, on an even bigger red stripe appeared on my main monitor, just before I felt the force of the pneumatic ejection system which broke the M1′s lower hull section and shot the Discoverer into space.
The captain was still aboard Revenant.
Maneuvering quickly, I turned around and brought us over the Revenant, trying to lock on the captain’s life signs, only to be brought back with a sudden realization: a lifeboat does not have weapons, let alone a transporter device.
I tried to remain near the cruiser while dodging shots from the enemy M1 on the left side, and the M7 on the right side, only being able to see where the Revenant broke up, by instinct I flew perpendicularly up and away, to escape the explosion of the ship which hosted me in the last 2 years, bringing with her the last contact I had with my family.
CBDR = Constant Bearing Decreasing Range, in naval warfare it means a radar/sonar contact mantains the same direction and is approaching, basically on a collision course.
Diario dell’Ufficiale comunicazioni della ISF Revenant, Kel Aylin – Data terrestre 20/04/2975
Il ponte di comando tremava sotto i piedi del capitano; gli scudi stavano reggendo, ma a questo ritmo non potevamo sapere per quanto.
“Capitano! Altri contatti sul Gravidar! Una fregata M7 classe Panther e almeno tre corvette M6 classe Dragon, si avvicinano dal centro del settore!” La voce dell’ufficiale tattico non sembrava nemmeno appartenere alla stessa persona con cui avevo prestato servizio negli ultimi 2 anni.
“La Oomanckrel ci sta girando dietro!” Recuperata un po’ della sua classica freddezza, faceva presente che uno degli incrociatori M1 che stavamo ingaggiando era riuscita a “forzare” il blocco; “Rotta di avvicinamento, diamogli il fianco sinistro, fuoco con i disgregatori a ioni!” gridò il capitano, poi si girò verso di me “Stato del nostro ospite?” una rapida occhiata agli schermi di comunicazione, un paio di icone toccate, e avevo le informazioni: “Uno dei trasporti è a 200 metri dal jumpgate, l’altro ha ancora 2 chilometri davanti, gli serve un altro minuto abbondante”.
“Rapporto tattico!” ordinò il capitano all’aria, gli rispose l’ufficiale Teladi “Scudi al 10%, i mass driver stanno già portando via pezzi di scafo, abbiamo falle sui ponti dal 7 al 18″.
La Revenant non avrebbe retto un minuto intero.
“Tutto il personale non indispensabile sulla Tendril, prepara la navetta di salvataggio per il decollo rapido!” Un altro ordine rivolto a me, per metà nel panico, per metà sollevato, schiacciai un paio di tasti, aprendo il portello esterno e collegando il tubo diretto con la navetta di salvataggio, non realizzando appieno che il capitano aveva deciso di sacrificare la nave, per permettere ai trasporti di fuggire col carico.
Nel giro di una ventina di secondi tutto l’equipaggio rimanente fu teletrasportato sulla corvetta M6 di scorta, compresi tre membri fra gli ufficiali sul ponte; rimanemmo in tre, io, il capitano e l’ufficiale di rotta.
Io avrei dovuto pilotare la navetta di salvataggio, uno scout M5 classe Discoverer, mentre l’ufficiale di rotta avrebbe pilotato la Revenant fino all’ultimo ordine del capitano.
Il capitano, dopo un’altra manciata di secondi, ci diede l’ordine fatidico: “Alla navetta, abbandoniamo la nave!” Aprì il pannello sulla sua console e mi fece cenno di proseguire, senza pensarci due volte lasciai il mio posto e mi posizionai sulla sedia del tattico, mentre lui premeva i due pulsanti necessari al teletrasporto.
Tempo un secondo, forse un secondo e mezzo, ero seduto al posto di guida di uno dei più veloci intercettori della forza spaziale Argon, controllando i monitor e vedendo che il timoniere era già nella sezione cargo e si stava allacciando le cinture; mi preparai a premere il pulsante dell’espulsione pneumatica dalla Revenant, l’avrei premuto non appena il capitano si fosse teletrasportato e assicurato al sedile, ma non ne ebbi l’occasione, il monitor davandi a me recitò una grande scritta bianca su una altrettanto grande fascia rossa: “OVERRIDE”, poi sentii la forza del sistema pneumatico che mi schiacciava al sedile, rompeva la sezione di corazza inferiore della M2 e ci sparava fuori.
Il capitano era rimasto sulla Revenant.
Manovrando rapidamente, feci un mezzo giro e tornai verso il ponte di comando, mentre con il computer cercavo di agganciare la traccia vitale del capitano, per teletrasportarlo a bordo, una volta agganciata venni riportato alla cruda realtà dei fatti: un M5 di salvataggio non ha armi, figuriamoci un dispositivo di teletrasporto!
Cercai di rimanere vicino alla corazzata il più a lungo possibile, mentre schivavo i colpi della M1 nemica dal lato sinistro, e delle due M7 dal lato destro; l’unica cosa che riuscii ad ottenere fu una visione in primo piano del punto in cui la Revenant si spaccò, e quasi d’istinto schizzai ad angolo retto per allontanarmi, mentre la nave che mi aveva ospitato per due lunghissimi anni esplodeva, portando con se tutto quello che mi rimaneva dei contatti con la mia famiglia.
Un altra decina di secondi di manovre evasive, e fui abbastanza lontano da poter tirare in linea retta verso il jumpgate, dove c’era il secondo trasporto che scompariva nel tunnel iperspaziale, e la Tendril che si allineava per seguirlo; con azioni automatiche mi misi dietro alla M6, pronto a seguirla nel portale, quando mi comunicarono che l’ufficiale di rotta era a bordo e in sicurezza; bene, meno pensieri per me, d’ora in poi avrei avuto solo la mia vita sotto mia diretta responsabilità.
Altri cinque secondi, e la M6 sparì ad ipervelocità; toccava a me.
Uno sguardo sul gravidar, un vuoto immenso fra tre simboli rossi, un vuoto che non più di dieci minuti fa era riempito da un simbolo blu, uno che avevo imparato a considerare amico.
Altri 3 secondi, e l’antenna frontale del Discoverer toccò il flusso del portale.
Continua…
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