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01 – Posti di combattimento

Posted in: Space Madness by Al O'Nerd on gennaio 05, 2009

Diario dell’Ufficiale comunicazioni della ISF Revenant, Kel Aylin – Data terrestre 20/04/2975

Il ponte di comando tremava sotto i piedi del capitano; gli scudi stavano reggendo, ma a questo ritmo non potevamo sapere per quanto.
“Capitano! Altri contatti sul Gravidar! Una fregata M7 classe Panther e almeno tre corvette M6 classe Dragon, si avvicinano dal centro del settore!” La voce dell’ufficiale ai sensori non sembrava nemmeno appartenere alla stessa persona con cui avevo prestato servizio negli ultimi 2 anni.
“La Oomanckrel ci sta girando dietro!” Una voce grave, l’ufficiale tattico, faceva presente che uno degli incrociatori M1 che stavamo ingaggiando era riuscita a “forzare” il blocco; “Rotta di avvicinamento, diamogli il fianco sinistro, fuoco con i disgregatori a ioni!” gridò il capitano, poi si girò verso di me “Stato del nostro ospite?” una rapida occhiata agli schermi di comunicazione, un paio di icone toccate, e avevo le informazioni: “Uno dei trasporti è a 200 metri dal jumpgate, l’altro ha ancora 2 chilometri davanti, gli serve un altro minuto abbondante”.
“Rapporto tattico!” ordinò il capitano all’aria, gli rispose l’ufficiale Teladi “Scudi al 10%, i mass driver stanno già portando via pezzi di scafo, abbiamo falle sui ponti dal 7 al 18″.

La Revenant non avrebbe retto un minuto intero.

“Tutto il personale non indispensabile sulla Tendril, prepara la navetta di salvataggio per il decollo rapido!” Un altro ordine rivolto a me, per metà nel panico, per metà sollevato, schiacciai un paio di tasti, aprendo il portello esterno e collegando il tubo diretto con la navetta di salvataggio, non realizzando appieno che il capitano aveva deciso di sacrificare la nave, per permettere ai trasporti di fuggire col carico.

Nel giro di una ventina di secondi tutto l’equipaggio rimanente fu teletrasportato sulla corvetta M6 di scorta, compresi tre membri fra gli ufficiali sul ponte; rimanemmo in tre, io, il capitano e l’ufficiale tattico, il Teladi.
Io avrei dovuto pilotare la navetta di salvataggio, uno scout M5 classe Discoverer, mentre l’ufficiale tattico aveva il compito di portare via il giornale di bordo.

Il capitano, dopo un’altra manciata di secondi, ci diede l’ordine fatidico: “Alla navetta, abbandoniamo la nave!” Aprì il portello sul pavimento e mi fece cenno di alzarmi, senza pensarci due volte lasciai il mio posto e mi posizionai sulla sedia del pilota, mentre lui premeva i due pulsanti necessari al teletrasporto.

Tempo un secondo, forse un secondo e mezzo, ero seduto al posto di guida di uno dei più veloci intercettori della forza spaziale Argon, controllando i monitor e vedendo che il Teladi era già nella sezione cargo e si stava allacciando le cinture; mi preparai a premere il pulsante dell’espulsione pneumatica dalla Revenant, l’avrei premuto non appena il capitano si fosse teletrasportato e assicurato al sedile, ma non ne ebbi l’occasione, il monitor davandi a me recitò una grande scritta bianca su una altrettanto grande fascia rossa: “OVERRIDE”, poi sentii la forza del sistema pneumatico che mi schiacciava al sedile, rompeva la sezione di corazza inferiore della M2 e ci sparava fuori.

Il capitano era rimasto sulla Revenant.

Manovrando rapidamente, feci un mezzo giro e tornai verso il ponte di comando, mentre con il computer cercavo di agganciare la traccia vitale del capitano, per teletrasportarlo a bordo, una volta agganciata venni riportato alla cruda realtà dei fatti: un M5 di salvataggio non ha armi, figuriamoci un dispositivo di teletrasporto!
Cercai di rimanere vicino alla corazzata il più a lungo possibile, mentre schivavo i colpi della M1 nemica dal lato sinistro, e delle due M7 dal lato destro; l’unica cosa che riuscii ad ottenere fu una visione in primo piano del punto in cui la Revenant si spaccò, e quasi d’istinto schizzai ad angolo retto per allontanarmi, mentre la nave che mi aveva ospitato per due lunghissimi anni esplodeva, portando con se tutto quello che mi rimaneva dei contatti con la mia famiglia.

Un altra decina di secondi di manovre evasive, e fui abbastanza lontano da poter tirare in linea retta verso il jumpgate, dove c’era il secondo trasporto che scompariva nel tunnel iperspaziale, e la Tendril che si allineava per seguirlo; con azioni automatiche mi misi dietro alla M6, pronto a seguirla nel portale, quando mi comunicarono che l’ufficiale tattico era a bordo e in sicurezza; bene, meno pensieri per me, d’ora in poi avrei avuto solo la mia vita sotto mia diretta responsabilità.

Altri cinque secondi, e la M6 sparì ad ipervelocità; toccava a me.

Uno sguardo sul gravidar, un vuoto immenso fra tre simboli rossi, un vuoto che non più di dieci minuti fa era riempito da un simbolo blu, uno che avevo imparato a considerare amico.

Altri 3 secondi, e l’antenna frontale del Discoverer toccò il flusso del portale.

Continua…

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1 commento »

  1. Al O'Nerd

    ahr?

    Commento by Anonimo — 5 gennaio 2009 @ 15:55

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