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02 – Un nuovo inizio
Posted in: Space Madness by Al O'Nerd on gennaio 06, 2009
Diario di Kel Aylin – Continua
Spazio Argon, finalmente! O potrei dire “Casa dolce casa”, ma io una casa non l’ho mai avuta, sono cresciuto nello spazio profondo, rimbalzando fra cargo e incrociatori, inseguendo una volta una cameriera, una volta un cacciatore di taglie, per poi finire al soldo di un capitano che ho poi scoperto esser stato in guerra al fianco di mio padre, del mio vero padre, quella testa di cazzo che mi ha venduto a una banda di pirati quando ero piccolo, e che ho giurato a me stesso che avrei ritrovato, giusto per fargli vedere cosa significa avere un briciolo di responsabilità.
La perdita della Revenant non ha causato solo lo scioglimento del gruppo da battaglia che la supportava (che fra l’altro è stato praticamente distrutto prima di lei), ma ha decretato l’annientamento di una banda di pirati, fino a due ore fa conosciuta come “I Venom”. Le uniche due cose che rimangono di quella banda sono l’intercettore in cui sono seduto io, e la corvetta che sta scortando i due trasporti medi TP che abbiamo “recuperato” dagli Split.
Una delle cose che ho imparato dal mio ex-capitano è di non fidarsi dei miei compagni di banda, ed io non farò certo quest’errore.
Eccoci in avvicinamento al jumpgate per Farnham’s Legend, comunico alla classe Centaur che mi metto in coda, come retroguardia, e che starò un po’ nel settore per vedere se gli Split ci inseguono; faccio combaciare alle mie parole i fatti, poi quando la Tendril e i due TP sono entrati nel portale, un bel 180 e via a tutta velocità verso il jumpgate che mi porterà a President’s End, dove cercherò di pensare a cosa fare della mia vita, ora che ho avuto l’occasione di ricominciare da capo.
Diario di Kel Aylin – Data terrestre 03/05/2975
President’s End, il posto ideale dove nascondersi per un po’; tutte queste carcasse di stazioni spaziali e tutte quelle navi da carico che passano, nessuno mi noterà se mi metto per un po’ da una parte, all’ombra di un pannello solare bruciato.
Resto qui, aspettando e pensando, cosa posso fare? Ho al mio attivo solo un M5 Discoverer, disarmato e con un solo banco di scudi, non è affatto sufficiente per fare qualsiasi cosa, per non parlare del mio conto corrente, che contiene nemmeno 3000 miseri crediti, inutili perfino per acquistare un emettitore di raggi a impulso.
L’attesa di più di 4 ore dopo un po’ si fa fruttuosa, uno scontro a meno di 3 km da dove sono stazionato, una banda di pirati che si scontra con una pattuglia di confine Argon, i pirati hanno pure un TS, un trasporto leggero classe Mercury.
Qualche colpo di acceleratori di plasma, e la pattuglia Argon fa un rapido lavoretto dei due caccia leggeri M4 pirata, dopodichè si avventa sul trasporto, il cui pilota decide (per mia fortuna) di tirare la leva di espulsione un po’ presto, e lascia il suo TS alla ricerca di una via di fuga; i due caccia si fermano, agganciano lo sfortunato pilota, e mentre uno di essi lo trasporta via, l’altro sospinge delicatamente il TS fuori dalla rotta principale, programmando la rotta con cura affinchè vada a schiantarsi su una delle carcasse.
E’ il mio momento, attendo che i “poliziotti” si siano allontanati, scatto e mi libero dalla carcassa in cui mi ero nascosto avvicinandomi rapidamente al TS, imposto il computer del mio Discoverer in modo da seguire al passo il TS che sta derivando verso un pilone semi bruciato; esco dalla calotta con la mia tuta spaziale, dandomi una breve spinta con i piedi verso il trasporto, spinta dalla quale il mio caccia si riprende immediatamente grazie al computer di navigazione; raggiungo in una manciata di secondi, o per meglio dire sbatto contro la paratia laterale del trasporto, lotto un po’ per aprire il portello esterno dell’airlock e ce la faccio, una volta dentro scopro che il trasporto ha ancora energia, quindi do il comando di chiudere l’airlock e di compensare.
Oltrepassato l’airlock, mi fiondo attraverso la zona alloggio verso la cabina di pilotaggio, arrivo sulla sedia del pilota e mi guardo intorno: ho potenza ai motori, e il pilone è a meno di 6 metri. Agisco rapidamente, non posso fermare la deriva perchè andrei a sbattere contro il mio Discoverer, quindi do tutta potenza ai motori.
Tutta potenza ai motori di un TS significa più o meno una accelerazione costante di 1 m/s2, sommata alla velocità trasversale e alla lunghezza del trasporto, diciamo che mi è andata bene se ho solo grattato la vernice contro il pilone; se non altro ho un Mercury da far fruttare ora, anche solo a venderlo un paio di centoni li recupero.
Fermo i motori, ordino al Discoverer attraverso la console di comando di fermarsi, e controllo lo stato del Mercury: gli scudi stanno risalendo, questo significa che non sono stati danneggiati, lo scafo è aperto in due punti, ma i campi di forza di emergenza sembrano saldi e tengono, il carburante è più che sufficiente per fare almeno 15-16 settori, e ho pure guadagnato un paio di emettitori di raggi a impulsi, che penso subito di montare sul mio M5; un momento! ma la stiva?
Un rapido trasferimento attraverso la sezione alloggio e mi ritrovo davanti alla porta della stiva, che ovviamente mi dice che non c’è aria nella zona carico; apro il pannello di comando, un paio di cavi tagliati e rimessi a posto in altre posizioni e il pannello è convinto di avere a che fare con il vero proprietario del cargo, per cui accetta senza remore il mio comando di “ispezione carico”, pompando ettolitri di aria dai serbatoi verso l’airlock interno.
Una decina di secondi dopo, sono dentro la zona cargo, nella mia tuta spaziale, fregandomi i guanti assieme: ho avuto MOLTA più fortuna di quanto pensassi.


Lea, dovresti saperlo che non ci piacciono le letture impegnate…vado al cesso
Commento by Fannes — 13 gennaio 2009 @ 11:01
Carino, anche se la forma è un po’ acerba ancora secondo me
Commento by Marco — 13 gennaio 2009 @ 16:46
…
Dopo tre secondi sento un rumore sospetto, giro l’angolo e… Muoio.
Commento by Ila — 14 gennaio 2009 @ 20:15
@ Marco: In che senso ‘acerba’?
@ Ila: Perchè???
Commento by Al O'Nerd — 15 gennaio 2009 @ 16:37
Così, per fare un colpo di scena!
Commento by Ila — 16 gennaio 2009 @ 16:48
Come fa leandro a fare i colpi di scena se scena non glieli insegna?
Commento by Fannes — 16 gennaio 2009 @ 17:54
Nel senso che la narrazione è un po’ poco approfondita e un attimino troppo tecnica per chi non ci sguazza tanto secondo me.
Aggiungere alcuni momenti di tensione e di elaborazione di ciò che sta succedendo potrebbe essere carino.
Sembra quasi una partita a un videogame per come è adesso… magari prima dovrei informarmi sul come volevi rendere il tutto.
Inoltre m’è sembrato tutto un po’ troppo semplice: questo si trova in un posto costellato di detriti di navi se non ho capito male. Poi, se ci sono tutte ‘ste navi da carico che passano, se succede che i “poliziotti” tirano giù un paio di caccia e il pilota del trasporto si eietta, nessuno sta a guardare ciò che succede? A quanto pare il contenuto era qualcosa di valore… non è un po’ strano che il pilota del TS si eietti facendosi di conseguenza uccidere/catturare mentre il suo prezioso carico va a puttane? Senza nemmeno una contromisura all’interno del TS? E i “poliziotti” si disinteressano completamente del carico? Se erano pirati è probabile che contrabbandassero qualcosa… se fossi stato io il poliziotto un’occhiata ce l’avrei data.
Poi ho trovato un errorino di forma secondo me
“[...]Le uniche due cose che rimangono di quella banda sono l’intercettore in cui sono seduto io, e la corvetta che sta scortando i due trasporti medi TP che abbiamo “recuperato” dagli Split.[...]” poi “[...]faccio combaciare alle mie parole i fatti, poi quando la Tendril e i due TP sono entrati nel portale[...]“…chi diavolo sarebbe la Tendril? Ok, è la corvetta, ma magari scrivere prima che la corvetta si chiama Tendril avrebbe reso più comoda la lettura.
Per il resto mi piacerebbe tanto vedere come si sviluppa la storia, mi incuriosisce
Commento by Marco — 19 gennaio 2009 @ 13:28
Allora, se sembra una partita a un videogame è solo ed esclusivamente perchè lo è XD, si chiama X3 Terran Conflict.
Il fatto che due “poliziotti” (la pattuglia si chiama “Argon Border Control”, non saprei come tradurlo correttamente) tirino giù un convoglio di pirati non stupisce minimamente nessuno, soprattuto in un settore come President’s End, in più il carico era “prezioso” per me, che non ho il becco di un quattrino, ma sarà un carico di nemmeno centomila crediti, per cui magari il pilota ha deciso che la sua vita valeva di più.
Stesso discorso vale per i poliziotti, che nel caso arrestino per contrabbando, si preoccupano di mantenere anche il carico, nel caso specifico (lodare la IA del gioco, che nei combattimenti fa caà, ma nel realismo complessivo è fenomenale) probabilmente cercavano una pedina per qualche lavoro sporco, oppure erano semplicemente in cerca di un po’ di vite da terminare per sfogare il proprio stress, e nello spazio controllato Argon, i pirati fanno proprio al loro caso.
Comunque, non credo che il pilota del TS sia arrivato vivo al Jumpgate, non ho controllato, ma probabilmente per la via del ritorno su un lato avrei visto un “Astronaut” galleggiare nel vuoto, a morire asfissiato.
Comunque concordo sul fatto che è un po’ tecnico, mi sentivo di scriverlo in questo modo, ma ammetto che per chiunque non abbia mai giocato uno qualsiasi della serie X sia di difficile comprensione, graTsie mille per la critica. Per il fatto che sia un po’ poco approfondita, che dire, è sempre stato un mio problema e nonostante mi piaccia ogni tanto buttare giù qualche riga, non sono uno scrittore, e non ho avuto molte opportunità di scrivere per bene, quindi mi manca mooooooooooooolta esperienza in quel senso e spesso non riesco a mettere per iscritto tutto quello che mi visualizzo in testa (o sul monitor, nel caso del gioco).
Appena ho un briciolo di tempo vado avanti, ho già un altro passaggio da finire, ma al momento non riesco a rimettermici.
Commento by Al O'Nerd — 19 gennaio 2009 @ 14:52
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Pingback by IL VOLO DELLA DAUNTLESS » 01 – Posti di combattimento — 24 novembre 2009 @ 11:41