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Il pericolo non è solo quello fisico

Posted in: Blog by Al O'Nerd on settembre 22, 2007

Pochi attimi fa ho preso una posizione in merito alla mia situazione attuale, una posizione che non so se sarò in grado di sostenere fino in fondo, ma se decido di seguire questa idea, scatenerò una serie di eventi che mi impediranno di deviare dalla rotta per un bel po’ di tempo…

Come recita il titolo, il vero pericolo si cela in tutti i risvolti della condizione umana, quello fisico è solo una piccola parte dei pericoli che ci troviamo ad affrontare quotidianamente; quello di perdere il lavoro, per esempio, è un’altro aspetto non fisico del concetto di pericolo; mentre quello di perdere una persona cara (non parlo di morte, la morte non è un pericolo, è una certezza), è un aspetto della definizione di “pericolo” che spesso ci spinge a comportarci in molti modi diversi.

Forse perchè sono in questa situazione di impasse, forse perchè è vero, o forse perchè semplicemente è la mia condizione attuale, ritengo che la situazione pericolosa più difficile da sostenere è ciò che viene DOPO aver realizzato di aver perso l’affetto di una persona a cui si tiene molto; a questo punto davanti a me vedo varie strade (da percorrere sentimentalmente):

una mi porta lontano da quella persona, da quell’affetto, ma corre lungo il perimetro della società, per permettermi di rientrare in gioco in ogni momento io mi senta pronto;

una mi porta lontano da quella persona, da quell’affetto, e taglia perpendicolarmente allontanandosi definitivamente dalla cerchia di emozioni che mi hanno portato fino a questo punto;

una mi porta dritta nel mezzo di questa cerchia, a volte allontanandosi, a volte avvicinandosi a quella persona, come a voler farmi stare vicino, ma solo fino ad un certo punto;

una mi porta dritta verso quella persona, seguendo una traccia diversa da quella che mi ha portato lontano, ma tornando verso la fonte.

Analizzando le varie strade si possono notare diversi “livelli di manutenzione”:

la strada che mi porta lontano da tutto e da tutti è liscia e piatta, molto invitante da percorrere;

la strada che costeggia la società è sufficientemente ben tenuta e ci sono deviazioni verso l’interno e verso l’esterno in molti punti, strategicamente un ottimo “punto di osservazione”;

la strada che mi riavvicina a quella persona è completamente coperta di buche, dossi, brandelli di asfalto mancanti, guard-rail sfondato in vari punti, ma sembra solida a sufficienza per portarmi in fondo;

la strada che torna dritta indietro non è tenuta male, ma è costellata di cancelli, portoni di sicurezza, ponti sollevabili e in molti punti richiede di riuscire a percorrerla con una sola ruota e ad una certa velocità, per evitare di cadere nel turbine di lava sottostante.

Ho scelto di percorrere l’ultima.

Ho scelto di non gettare tutto al vento.

Ho scelto solo per me, quei cancelli e quei portoni sono li per impedirmi di entrare, ma il mio obiettivo è di riuscire ad aprirli; quei ponti sollevabili sono li per gettarmi nel fiume se non dovessi essere all’altezza, quei fili di asfalto sospesi sulla lava sono li per farmi cadere nel caso non riuscissi a passare; ne sono consapevole e prendo atto che un solo fallimento mi impedirà di percorrere di nuovo quella strada; ma è quella che VOGLIO percorrere, qualsiasi cosa costi; qualsiasi sia l’impegno che richiede.

Una volta ho detto a quella persona che per lei avrei fatto l’impossibile, ma non ho mai mantenuto quella promessa; anche se so che è tardi, è arrivato il momento di mantenerla.

Una volta ho detto ad un amico che i momenti che ho passato con lei erano momenti per cui lottare, e volendo anche morire, è arrivato il momento di dimostrarlo anche a lei.

Lo so, è tardi, me ne rendo conto, ma se non cerco di tornare indietro me ne pentirò per tutta la vita…

Se non ce la dovessi fare, almeno saprei di aver tentato anche l’impossibile. Fino ad allora non sarò mai in pace con me stesso.

In entrambi i casi, so di avere delle persone vicino, che anche se un po’ distratte dagli eventi, saranno con me e mi aiuteranno nelle “operazioni di recupero”. Grazie amici, grazie a tutti davvero; vi devo molto e non avrò mai la possibilità di sdebitarmi come dovrei.

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7 commenti »

  1. stomachevole

    invidio il tuo coraggio e la tua forza d’animo, ma soprattutto invidio il fatto che hai le idee chiare…

    …faccio il tifo per te!

    Commento by stomachevole — 22 settembre 2007 @ 19:44

  2. Demolitions

    forza d’animo magari si, idee chiare di certo, ma per quanto riguarda il coraggio…
    so cosa devo fare, so che lo DEVO fare, ma fra l’esserne consapevole ed il riuscire anche soltanto a fare il primo passo c’è un abisso; soprattutto perchè in questo caso il primo passo mi potrebbe spedire chissà dove, ed ogni passo successivo anche…
    no, non è il coraggio che mi permette di farlo, è la paura che mi impone di farlo… la paura di quello che sarebbe la mia vita se non lo facessi… non sono coraggioso, sono solo un codardo con le idee chiare.

    Commento by Demolitions — 22 settembre 2007 @ 22:24

  3. Akkichan

    Non credo tu sia un codardo, un codardo non va contro tutto e tutti pur si seguire i propri sentimenti.
    L’unico consiglio che ti posso dare è di stare attento, avere un legame così forte verso una persona e lasciarsi andare in quella direzione va bene, ma ricorda: lei non è tutta la tua vita, lei è solo una parte della tua vita, una bellissima ed importante parte, ma la tua vita intera è fatta di tante altre cose. Se perdi questa consapevolezza ti perderai in abisso dal quale difficilmente riuscirai ad uscire. Mi raccomado e good luck! ;D

    Commento by Akkichan — 23 settembre 2007 @ 14:57

  4. Demolitions

    Non saprei in che modo risponderti, mi continuo a chiedere “e se in realtà mi stesse bene anche cadere e perdermi in quell’abisso, pur di stare con lei?” sarebbe un male?

    Commento by Demolitions — 24 settembre 2007 @ 08:54

  5. Akkichan

    Essì, sarebbe un male, bisogna mantenere almeno un punto d’appoggio, un gancio, un appiglio, un minimo contatto con la razionalità, altrimenti rischi di perdere il senno e buttare via tutta la tua vita diventando completamente dipendente da qualcuno che non ti appagherà mai abbastanza.

    Commento by Akkichan — 24 settembre 2007 @ 15:09

  6. Demolitions

    Continuo a non riuscire a comprendere appieno quello che mi suggerisci, vediamo se l’ho tradotto bene:
    Mi stai dicendo che sarebbe male se dedicassi l’intera mia vita a lei, e fin qui ti posso seguire ed essere d’accordo con te, anche perchè è un errore in cui sono già incappato, non da parte mia ma l’ho comunque conosciuto; quindi ne estrapolo l’idea che comunque dovrei ritagliarmi i miei spazi con i MIEI amici e con i MIEI interessi, che siano “appoggiati” all’esterno della eventuale relazione affettiva; ho capito bene o mi sono fatto un puro e semplice viaggione da Galatine?

    Commento by Demolitions — 24 settembre 2007 @ 15:32

  7. Akkichan

    non so se siano state le Galatine ma: sì, hai capito bene :P

    Commento by Akkichan — 24 settembre 2007 @ 20:12

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