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02 – Contatto elettrico

Posted in: Cyberpunk by Al O'Nerd on settembre 24, 2009

“Choomba, se una volta tappassi quella fogna e mi lasciassi finire, oppure vuoi ritrovarti nel mezzo della merda senza sapere da dove ci sei arrivato?” la voce ormai familiare risuonava tranquilla dall’altro lato del telefono, Good Jack sapeva che poteva avanzare qualche pretesa: “la mia pistola freme per flatlinearti fratello… modera i termini…”
“La tua pistola non mi fa paura, amico, la tua lingua è di gran lunga peggiore, potrei morire di noia a sentirti snocciolare il tuo catalogo”
Questo a Jack non fece un grande effetto, ma sapeva che Joe aveva qualcosa che valeva in ballo…
“Ho recepito il messaggio comunque, continua pure, avevamo un accordo”
“E io la mia parte l’ho rispettata, ora dove sono quelle fottute armi?”
“Rilassati amico, a parte l’accordo… perchè mi dovrei schiodare di qui e venirti appresso? Ho degli affari da mandare avanti”
La domanda spiazzò un po’ Danger joe, che non si ricordava di avergli detto nulla del genere.
“E chi ti ha chiesto di venire con me? Io ti ho dato un contatto, sta a te decidere se andare a sentire cosa vuole o no…”
“Guarda, se non sapessi che ti fai di Speed dalla sera alla mattina, non te lo chiederei di nuovo; a proposito, mi devi ancora 2000 E$”
“Riprenditeli dalle armi che mi spettano”
“No amico, questa roba scotta qua dentro” A Jack non era mai piaciuto tenere grosse quantità di merce all’interno del suo locale…
“Non è un problema mio”
“Westhaven, Westhaven… chi mi ricorda… fammi controllare…ah sì, il doc… oh beh… andrò a fargli visita allora, dopo che avrai sloggiato la ferraglia dalla mia tana”
Una sonora risata di Joe si fece strada attraverso la linea: “Se lo trovi, amico… Quello non si vede in giro da qualche anno, da quando è entrato in quella cazzo di corporazione, Humanatech, o qualcosa di simile”
Il nome non disse nulla a Good Jack, che però si appuntò mentalmente di controllarlo: “sembra roba da chiesa…”
Joe riprese la conversazione : “Comunque, te lo ricordi con chi ti ho detto di andare a parlare? Julie Electric, sta cercando gente…”
“Mi deve essere sfuggito mentre controllavo gli eurodollari… Julie Electric…” Anche questo nome non gli diceva nulla
“Sempre il solito bastardo, i soldi prima di tutto eh? per te pure l’onore è in vendita!”
“Non è vero, e lo sai…” Venire insultato in questo modo aveva sempre fatto incazzare Good Jack, e Joe lo sapeva… per questo gli piaceva farlo. “Questo è perchè non ne hai più, l’hai già venduto tutto”
GJ non era tipo da farsi prendere per il culo più di tanto però: “Non fare il figlio di puttana con me, altrimenti i tuoi giocattoli te li puoi dimenticare…”
Joe si calmò un po’, non era il caso di farlo incazzare in questo momento: “Comunque se ti interessa, la tipa sta cercando gente in gamba”
“Una chiaccherata non si rifiuta a nessuno”
“Se puoi, portati qualche chombatta con te, qualcuno che sappia menare le mani, e sai cosa intendo… a quanto ho capito c’è roba grossa in ballo”
Jack scandagliò a memoria le persone di cui si poteva fidare… “Se non sono ancora morti, ne ho uno o due, tranquillo”
Ma Danger Joe non era dello stesso avviso… “Se ti riferisci a chi dico io, non li hai più…”

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01 – Una serata tranquilla

Posted in: Cyberpunk by Al O'Nerd on settembre 03, 2009

Night City, una “tranquilla” serata d’autunno, nel bar una chitarrista piuttosto carina sta mantenendo l’atmosfera sulle salde note di un hard rock, il locale e’ pieno della solita gentaglia ma un gruppo di ragazzetti abbastanza incazzati si e’ accatastato da un lato, vicino alla parete adiacente il palco.
“Spero che questo lavoro mi frutti di piu’ di quello scorso..” pensa Toshiyuki mentre al bancone sta sorseggiando il suo sintalcol, quando il suo pensiero viene interrotto da qualcosa che lo colpisce diretto alla nuca.
Il colpo e’ lieve, non ferisce nulla se non il suo orgoglio, che subisce un’altra ferita quando guardando in terra si rende conto che e’ stato colpito da un bicchiere vuoto, ora in frantumi sul pavimento.Lo sguardo corre verso la zona alle sue spalle, notando immediatamente due dei ragazzetti incazzati che salgono la scaletta per arrivare sul palco; uno di loro e’ palesemente il mittente del bicchiere, anche se probabilmente non era destinato direttamente al nomade, “Quei ragazzi devono imparare a pensare meglio a quello che fanno” e’ il pensiero di Toshiyuki mentre si porta alle scalette, afferrando qualcosa dentro la giacca.

“Prendiamola, facciamogliela pagare!”
Anche sopra al volume della cassa spia, Olivia sente chiaramente quello che i due individui si stanno urlando mentre avanzano verso di lei con gli sguardi torvi, mentre salgono le scale uno dei due lancia indietro il bicchiere che ha in mano, e porta la mano alla tasca dei pantaloni, salgono le scalette ed arrivano a un paio di metri da lei, quando all’improvviso uno dei due viene colpito da qualcosa e spinto da un lato.
Nello stesso istante in cui Olivia vede un terzo uomo, armato di mazza da baseball atterrare uno dei due, afferra la sua chitarra e la sventola addosso all’altro, colpendogli le gambe e destabilizzandolo; il tipo cade all’indietro, scivolando di sotto al palco, per sparire sotto ad un tavolino, l’altro invece estrae una pistola e la punta verso l’improvvisato battitore, che e’ piu’ pronto di lui e con una mazzata ben assestata gli fa volare la pistola verso l’altro lato del palco; la chitarrista finisce il lavoro sbriciolandogli la chitarra elettrica sulla nuca e stendendolo definitivamente.

I due superstiti si guardano un secondo, poi Toshiyuki rimette la mazza da baseball nella giacca, raccoglie la pistola del malcapitato e scende dal palco, avviandosi verso l’uscita, passando fra i clienti del bar che stanno facendo fragorosamente il tifo per Olivia, incitandola e chiedendo il bis e la rissa; lei invece non e’ d’accordo, e se ne va nel piccolo backstage, dove trova il suo tuttofare Gary, che si congratula per la gestione della situazione e la rassicura che l’indomani andranno ad acquistare una nuova chitarra.

A una decina di metri dall’uscita Toshiyuki nota, fra la gente che entra, la persona che stava aspettando, e la ferma.
“Che e’ sto casino? Andiamo dietro, e’ piu’ tranquillo” Lo invita il suo contatto, e si spostano anche loro verso il backstage, cogliendo cosi’ l’occasione di dare un’ultima occhiata alla chitarrista mentre se ne va.
Un paio di minuti dopo, e Toshiyuki “Dio” Saijima se ne va dal bar, con in tasca un altro lavoro da compiere, e un contatto di una persona che lo dovrebbe aiutare.

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