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08 – Ritorno
Posted in: Space Madness by Al O'Nerd on agosto 02, 2009
Diario di Erin Iovis – Continua
Sfortunatamente, il rischio era solo minimizzato dalla forma della stazione, non escluso, e quindi andai a centrare il buco vuoto fra i piloni e gli array di celle, in cui passa agevolmente un caccia.
La traiettoria però era buona, e riuscii a colpire e restare attaccata al pilone centrale, dopodiche’ con qualche fatica e un po’ di fortuna, a trovare un airlock esterno da cui entrare nella stazione.
La stazione all’interno era, come mi aspettavo, piuttosto deserta, ma sicuramente il sistema di sicurezza aveva registrato l’apertura non autorizzata di un airlock, e di li a poco infatti arrivarono due piccoli robot che mi prelevarono e portarono nell’area di ricevimento della stazione.
Le centrali energetiche sono molto spesso senza personale, quindi i robot mi depositarono in una cella di contenimento, in attesa che qualche responsabile della stazione arrivasse a controllare; fui fortunata perchè un tecnico era stato mandato proprio in quella giornata a fare la annuale manutenzione agli accumulatori. Fu lui che mi tirò fuori dalla cella, si assicurò che non fossi andata li per distruggere la stazione, e fu così gentile da accompagnarmi, su mia richiesta, al più vicino cantiere navale, a 5 settori di distanza.
Al cantiere navale presi in prestito una console, e richiamai il motivo per cui ero inseguita sia dagli Split, sia dai Venom, quella che era diventata la mia nave personale, una M6 terrestre modificata, classe Springblossom, l’unica rimasta nel Commonwealth, e l’unica ad avere quel tipo particolare di IA: lo stesso motivo per cui gli Split l’avevano rubata ai terrestri, lo stesso motivo per cui i Venom l’avevano rubata agli Split.
“Qui IA gamma 6 della corvetta spaziale Tendril, identificarsi prego” fu la familiare risposta del sistema automatico di interazione, digitai il mio codice di autenticazione personale, e richiamai lo stato della nave: era attraccata a una stazione commerciale in Ringo Moon, pensavo in attesa del compratore o mandante.
La lasciai là, poichè se volevo scoprire chi era stato il mandante, l’avrei dovuta seguire, quindi acquistai una nave veloce, un Discoverer Raider, e via, verso Ringo Moon.
Edit: aveva preso la data della bozza anzichè quella di pubblicazione, era finito giu fra i vecchi post
07 – La fuga
Posted in: Space Madness by Al O'Nerd on giugno 01, 2009
Diario di Erin Iovis – Data terrestre 12/05/2975
“Maledizione! ci è scappato!” l’ufficiale comandante, curvo sul display del gravidar con i pugni serrati e lo sguardo pieno di rabbia, parlava rivolto al nulla, di modo che tutti i presenti in plancia lo sentissero.
La voce dell’ufficiale tattico arrivò quasi immediatamente:”Signore, lo inseguiamo?”
Il capitano Sathran, al cui comando rispondevano più di una dozzina di navi di vario tipo, ci pensò su un secondo; “Tutte le stazioni, rapporto.”
Una decina di voci arrivarono quasi sovrapposte, da tanto erano precise nell’intervallarsi, la nave era in buono stato, scudi a metà ma in risalita, carica delle armi quasi completa, i Jaguar stavano rientrando…
“No, ci ritiriamo in posizione di attesa, non ci gioverà portare il conflitto nello spazio Argon.”
Detto questo, il capitano diede ordine di tornare nel settore “Brennan’s Triumph” ed attendere la nave di rifornimento, e di riportare me nella cella; ma passando accanto alla mappa tattica riuscii a memorizzare dove erano stazionate le navi della sua flottiglia: aveva fatto in modo di bloccare tutte le uscite dallo spazio Argon, stazionando navi da guerra in soli 3 settori: Ceo’s Buckzoid nello spazio Teladi, Emperor Mines nello spazio Paranid, e dove ci stavamo dirigendo noi, Brennan’s Triumph, nel cluster anarchico dei pirati.
Lasciava più vicino ai gate di uscita dai settori Argon dei Jaguar modificati, disarmati ma con gravidar e motori più potenti, in modo da sapere in una manciata di secondi se la nave che cercava fosse uscita dallo spazio a lei sicuro, inoltre mi era sembrato di sentire, mentre ero in plancia, dei rapporti da una nave sotto copertura, probabilmente aveva anche un infiltrato o due dietro a quel che rimaneva dei Venom, che al momento cercavano di non farsi notare.
La Oomanckrel virava sotto la spinta dei potenti motori, i Jaguar rientravano e la prigioniera umana tornava nella cella, pronta per un altro “interrogatorio”.
La cosa che agli Split riusciva male era il dosaggio della forza, raramente usavano la tortura fisica, poichè la loro forza e resistenza fisica gli rendeva molto difficile riuscire a provocare dolore senza uccidere l’interrogato, quindi erano passati ad un altro tipo di tortura, e quella funzionava bene. Mi infilavano in una tuta spaziale, senza getti direzionali, legata con un cavo di acciaio all’airlock della nave, mi cacciavano fuori e acceleravano di poco, in qualche secondo mi trovavo piuttosto vicina ai motori, con il calore e il rimbombo del deuterio che brucia; mi avevano detto che se volevo potevo sganciarmi quando mi pareva, loro non sarebbero tornati indietro a prendermi; tuttavia sapevo che senza getti direzionali sarei morta sicuramente, bruciato se andavo a finire una decina di metri indietro, oppure asfissiata se riuscivo ad evitare il contatto con il flusso di scarico dei motori, visto che progettavano con cura la rotta in modo da evitare di passare vicino a stazioni e altre navi.
Quel giorno ebbi fortuna, erano già un paio di giorni che mi facevano fare la “passeggiata”, e nei 30 minuti di permanenza nel vuoto avevo avuto modo di fare alcune prove, inoltre pareva che l’ufficiale di rotta avesse fretta, visto che la nave stava passando nel mezzo del settore invece di fare tutto il giro intorno.
Il mio carceriere mi chiuse la tuta, mi agganciò al cavo d’acciaio e mi tolse le radio-manette; io come al solito afferrai con le mani il cavo, e mi preparai alla spinta.
La porta interna si chiuse, la pressione dell’aria non veniva tolta affinchè la decompressione istantanea mi spingesse al di fuori dell’airlock, cosa che puntualmente fece, e come al solito mi ritrovai a qualche metro di distanza dallo scafo della M7, che accelerava di qualche m/s per tenermi al traino.
Rapida, dovevo essere rapida, riavvolsi una ventina di metri di cavo, tenendomi così poco più avanti degli ugelli dei motori, quando il resto del cavo entrò in tensione, usai la parte che tenevo in mano per agganciarmi allo scafo e tirarmi vicino, puntando i piedi per darmi lo slancio, ed aspettai una decina di minuti, finchè non entrò nel campo visivo ua stazione spaziale abbastanza vicina, a quel punto mi diedi una spinta con i piedi, più forte che potevo, nello stesso tempo lanciando il cavo in avanti, in modo da sfruttare quei 20 metri in più come fionda ed aumentare la mia velocità; quando il cavo cominciò a girare, prima che ricominciasse a tirarmi verso la nave, mi sganciai dal moschettone, fluttuando nel vuoto, in direzione generica della stazione, che fortunatamente era una stazione di energia, enormi rotonde piattaforme piene di celle solari, un profilo perfetto per minimizzare il rischio che correvo.
06 – Inseguito dal passato
Posted in: Space Madness by Al O'Nerd on aprile 01, 2009
Diario di Kel Aylin – Continua
Ci siamo, il primo Jaguar è a portata di tiro, altri 15 secondi al gate, altri 3 perchè il secondo arrivi.
Due colpi allo scudo posteriore, scudo al 75%, inizio lo strafing evasivo.
Vedo i colpi dei loro Plasma Accelerator Cannons passarmi dai lati, sotto e sopra, dopotutto sono ancora a 2Km da me.
Gli scudi stanno risalendo velocemente, 80%.
Ecco il secondo Jaguar, una coppia di Impulse Ray Emitters si affianca ai colpi di prima, altri due o tre colpi e lo scudo cala ad un pericoloso 60%.
Forse è meglio passare alle virate di evasione.
Concordo.
Manovre evasive, il tempo di arrivo al gate adesso è aumentato, circa 18 secondi, non riesco ad agganciare il terzo Jaguar per avere una lettura sulla sua distanza, ma molto presto sarà anche lui a portata.
Lock delle armi sul Jaguar di testa, lancio un missile Firefly, vediamo se questo lo allontana qualche secondo da me.
Altri colpi sullo scudo, siamo al 40%, 15 secondi al gate.
Non ce la farò mai a questo ritmo.
Provo una manovra disperata, mi giro verso il secondo caccia e gli mollo un Firefly dritto sul muso, senza nemmeno agganciarlo, subito dopo riprendo la rotta verso il gate.
Il primo caccia allenta la presa, per sganciarsi dal missile.
Altri 2 colpi sullo scudo, 15%.
Non ci credo, il Firefly sparato senza aggancio ha colpito! Via un Jaguar.
10 secondi al gate, il terzo intercettore è a portata, mi sta rovesciando addosso una valanga di colpi, fortunatamente le mie manovre evasive sembrano essere sufficientemente efficaci, lo scudo cala al 10%.
Il quarto M5 si dirige verso il primo, lo aiuta a sganciarsi dal missile.
6 secondi al gate, scudo risalito al 20%.
I due intercettori riescono a distruggere il missile senza subire danni, ma intanto il suo lavoro l’ha fatto, riprendo lo strafing evasivo, con rotta diretta verso il gate.
4 secondi al gate, scudi al 10%.
Dai che ce la faccio!
2 secondi al gate, scudi a puttane.
DAI SU SU MUOVI QUESTO CULO PESANTE!
Sono entrato nel campo di prossimità del gate, le luci di allineamento si accendono.
FANCULO L’ALLINEAMENTO! PORTAMI VIA DI QUI!
L’antenna frontale del Discoverer tocca il flusso del jumpgate, le stelle in lontananza si allungano fino a diventare striature che segnalano la mia salvezza, tre caccia M5 non entreranno certo in un settore senza l’appoggio della loro fregata, questo dovrebbe darmi un minuto, forse anche due per rientrare nello spazio Argon.
Le striscie di luce iniziano a tornare rapidamente dei puntini, sono arrivato a Farnham’s Legend; prima cosa da fare, girarsi verso il jumpgate sud e dare tutta potenza ai motori, destinazione Elena’s Fortune.
Do una rapida occhiata al rapporto danni: Scudi in ricarica al 40%, scafo danneggiato lievemente, tutto sommato è andata abbastanza bene, ho ancora un missile e la pellaccia.
La velocità del mio Discoverer è calata a 386 m/s, mi hanno colpito il motore, per fortuna il danno non è grave, e mi limita solo di poco la velocità.
Impiego quasi tre minuti per arrivare al gate sud, ma della panther nessuna traccia, questo mi permette di pensare mentre attendo che il pilota automatico (l’IA della mia nave) faccia il suo lavoro.
Cosideriamo un secondo le implicazioni: l’ultima missione dei Venom consisteva nel recuperare un carico tecnologico e una squadra di scienziati, era un lavoro pagato bene, non chiediamo mai perchè bisogna fare determinati lavori, ma li facciamo e basta. Probabilmente quegli scienziati erano particolarmente necessari agli Split, oppure le parti tecnologiche contenute nel trasporto lo erano, sta di fatto che adesso la Oomanckrel gira per i settori vicini allo spazio Argon, sicuramente con l’obiettivo di recuperare quei trasporti.
Gli Split sono dei guerrieri, potrei ipotizzare anche che la loro motivazione principale sia la vendetta, ma se così fosse stato, la fregata mi avrebbe liquidato rapidamente con un missile o due, invece mi ha mandato contro degli intercettori; cosa può significare questo?
Forse volevano prendermi vivo?
E’ possibile, potrebbero essere convinti che io conosca la posizione di ciò che a loro interessa, o che nella mia nave sia memorizzato…
IL COMPUTER DELLA NAVE!
Non avevo pensato a controllare i piani di volo della IA del Discoverer, ma effettivamente, essendo il caccia di emergenza della Revenant, potrebbe esserci qualche informazione registrata…
La cosa migliore da fare è dargli una bella controllata una volta arrivati al Mercury, mi farà da base operativa.
05 – RSLG!
Posted in: Space Madness by Al O'Nerd on marzo 28, 2009
Diario di Kel Aylin – Continua
Via via che mi avvicino l’enorme sagoma inizia a prendere forma, la forma di una nave da guerra Split, ciò mi rende ulteriormente più cauto, considerando che sto ancora pilotando una navetta che apparteneva ai Venom, ma non sufficientemente cauto da farmi andare via senza sapere che nave sia.
Un altro paio di minuti a bassa velocità, e la nave entra nel raggio del mio gravidar, che mi segnala tutti i dati che mi interessano su di lei: la seleziono dalla console e do uno sguardo sl monitor di puntamento: immediatamente mi si gela il sangue nelle vene.
Conosco quella nave, è una M7 classe Panther, il suo nome è Oomanckrel, ma quello che mi fa più paura in quell’istante è il layout delle armi, la nave ha 4 Phased Repeater Guns, armi pensate per la guerra ai caccia, di per se è una cosa abbastanza rara in una nave di quelle dimensioni, ma la cosa peggiore è che vedo distintamente la virata dello scafo, nella mia direzione, e la distanza che rapidamente si restringe.
Per una decina di secondi sono nel panico, mi rendo conto che il raggio del suo gravidar è almeno triplo del mio, quindi mi ha visto arrivare da lontano, probabilmente ha riconosciuto l’ID del mio Discoverer e l’ha associato alla Revenant.
Quando riesco finalmente a riprendermi, mi chiedo: “cosa cazzo sto facendo? sono seduto nell’abitacolo di uno dei più veloci intercettori Argon, posso raggiungere facilmente 10 volte la velocità di quella fregata, perchè sono ancora qui?” e la risposta è quasi automatica: “Che vuoi che ne sappia io?”
Dopo un rapido scambio di opinioni con me stesso, decido di utilizzare la manovra RSLG, per cui faccio una rapida inversione di 180° – noto che sono a nemmeno 1Km dalla portata dei cannoni della M7 – e do piena potenza ai motori, che schiacciano me, il pranzo, la cena di ieri e la cena di domani allo schienale del sedile, ma nel frattempo mi portano a grande velocità verso il jumpgate e la relativa sicurezza del settore vicino, Farnham’s Legend.
Tutto sarebbe andato per il meglio, se non fosse che la fregata M7 di classe Panther è in realtà una mini portaerei, e appena notano l’apertura posteriore dei miei motori, decidono di sganciarmi dietro qualche regalino.
Il terrore si fa largo nel mio abitacolo quando con sommo dispiacere controllo la velocità assoluta dei 4 caccia che sono usciti dalla pancia del mostro, sono M5 classe Jaguar, equivalenti al mio discoverer, ma leggermente più delicati e nettamente più veloci: un Argon discoverer raggiunge di massima i 346 m/s, il mio è un Advanced discoverer, e raggiunge i 408; lo Split Jaguar di norma non supera i 469 m/s, e data la distanza il tempo che loro impiegherebbero ad avvicinarsi a portata di tiro all’incirca sarebbe di qualche secondo superiore al tempo che impiego per arrivare al gate, ma visto che Murphy non dorme mai, quei caccia in realtà sono Jaguar Raider, con un tetto massimo di velocità di 596 m/s.
Probabilmente non sono totalmente ottimizzati, perchè vedo che il più veloce sta guadagnando terreno a una velocità assoluta di 522 m/s, ma ciò mi lascia comunque corto di una buona decina di secondi.
La domanda ora è: li affronto o scappo?
Una controllata rapida col bioscanner mi rivela che non sono pilotati, ciò significa che sono poco più che droni da combattimento, sono caccia pilotati dalla loro IA interna, il che renderebbe lo scontro molto più semplice,
nello stesso tempo, se entro in dogfight con loro, la fregata avrà il tempo di raggiungermi.
Decido che non è il caso di rischiare, a occhio mancano circa 20 secondi perchè il più veloce arrivi a portata di tiro, apro la console di comando e ordino al mio Mercury di tornare nello spazio Argon centrale, dopodichè mi preparo ad altri 10 lunghi secondi di attesa…
04 – I’m coming for yer booty!
Posted in: Space Madness by Al O'Nerd on marzo 10, 2009
Diario di Kel Aylin – Continua
… controllo la distanza, controllo le armi, controllo gli scudi, tutto ok, gli scudi stanno risalendo e sono già al 90%, davanti a 3Km ho un drone armato di un singolo impulse ray emitter e privo di scudo, non dovrebbe essere difficile…
Un paio di accelerazioni, qualche schivata e qualche cannonata, e il primo drone è sistemato senza aver subito granchè. Non ho alcuna voglia di affrontare l’altro drone alla stessa maniera, quindi “spreco” uno dei 6 missili Firefly che ho a disposizione per togliermelo di torno in modo rapido ed efficace; non credo che sia arrivato a oltrepassare l’orizzonte dell’asteroide…
Ritrovo il TS sul gravidar, che nel frattempo se la sta svignando dal settore, mi avvicino di nuovo e riprovo ad intimargli la resa; la risposta è la stessa di prima, anche se meno sicura.
Stavolta evitando il lato posteriore, eseguo un paio di strafing runs (attacchi diretti in passaggio) sul malcapitato, il quale una volta perso lo scudo e subito qualche danno lieve allo scafo mi contatta, e mi offre parte del carico espellendolo dal portello; decido che non mi accontento e faccio un altro passaggio, stavolta porto lo scafo a un basso 25%, e vedo con piacere uscire dal portello del carico altri container, molti container, per cui decido di chiudere la questione, e lascio andare il trasporto.
Nel frattempo, nel mezzo della battaglia, il mio Mercury è arrivato nel settore; per cui lo faccio avvicinare a raccogliere i containers, che una volta raccolti vado a vendere nel settore vicino, facendoli fruttare abbastanza per poter acquistare un nuovo Firefly e un banco di scudi per il mio TS.
Penso proprio che per il momento, questo genere di “incontri” diventerà una routine, almeno finchè non mi potrò permettere una IA per il commercio indipendente… quindi lascio il Mercury attraccato alla Light Shield Factory e mi dirigo di nuovo verso Farnham’s Legend, che stavolta trovo piuttosto deserto, eccetto un paio di trasporti armati (che non mi sembra il caso di infastidire).
Mi sposto nel settore adiacente, allontanandomi di un balzo dallo spazio argon, e appena esco dal gate non riesco a credere ai miei occhi, vedo chiaramente una nave classe M1-M2, una veramente grossa, sparare a più non posso nei suoi dintorni, però è lontana, la vedo ad occhio nudo ma non appare sul gravidar, quindi non posso sapere nemmeno a che fazione appartiene; la curiosità è tanta, per cui decido di avvicinarmi, tanto il gravidar ha un raggio decuplo di quello dei laser, e almeno doppio di quello di qualsiasi missile.
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