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Book in the FACE!
Posted in: Blog by Al O'Nerd on febbraio 16, 2010
AKA – How to start a flame war, tell aloud your opinions on something that EVERYONE else loves
Spinto dalla noia più che da altro, in settimana ho fatto un account su facebook, se vi arriva una richiesta qualsiasi da un certo Svranzio, liberissimi di ignorarlo, non se la prenderà…
La cosa che mi ha colpito immediatamente, ancora prima di effettuare il primo accesso al sito, è la completa ignoranza delle leggi sulla privacy italiane (legittima, visto che il sito è americano), in quanto al primo accesso il caro social network ti chiede la password del tuo account e-mail, quello che hai usato per registrarti: non ti obbliga ad inserirla, certo, ma già solo la richiesta è un’offesa all’intelligenza dell’utente, e l’inserircela (come quasi tutti fanno) è una offesa ancora maggiore al buon senso comune… serve che ne spiego il motivo?
In meno di cinque minuti di esplorazione del profilo e delle varie funzioni, la mia esperienza su tale social network si è trasformata in un vero e proprio studio della stupidità umana, credo che l’account durerà fino al termine dello studio, poi lo cancellerò(sempre che sia possibile).
Tanto per esporre qualche idea:
“La bacheca” – Strumento abbastanza utile, sembrerebbe un report “alla twitter” di quello che inseriscono gli utenti, dove vanno a ficcare il naso, le domande che fanno alla community; insomma, qualcosa di utile, qualcosa no, ma tutto sommato è una parte piuttosto carina.
“Il profilo” – Credevo che PHPbb avesse la possibilità di memorizzare TROPPE informazioni personali, mi sbagliavo. QUATTRO PAGINE di informazioni sulla vita dell’utente, QUATTRO, manca la pagina sulla morte, ma probabilmente l’hanno omessa per la mancanza di una valida interfaccia per inserirvi i dati, e generalmente la attuale assenza di casse da morto con connessione a internet.
“Amici” – A prescindere dalla somiglianza con la trasmissione della De Filippi, con cui ha VERAMENTE qualcosa da condividere, la richiesta e successiva quasi automatica accettazione di “amicizia” è qualcosa che ha preso l’aspetto di un punteggio (AKA “io ho più amici di te”): a parte chi sapeva che avrei fatto un account col nome di Svranzio, ben pochi di coloro che conosco si son fatti problemi ad accettare la richiesta di un perfetto sconosciuto… La domanda è una: se serve che tu sia “amico” per vedere il profilo, e se ti faccio una richiesta e la accetti senza prima chiedermi nulla, serve a qualcosa lo stato “non amico”?
Per finire, tanto a mo’ di prova, ho fatto un paio di screenshot:
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Ora, sono solo io a pensarlo, o è un valido modo questo per “chiedere” il numero di cellulare (dato sensibile) senza nemmeno dichiarare come lo si utilizzerà? Quanti utenti pur di togliere quell’odioso captcha avranno consegnato il proprio numero di cellulare a chissà chi?
NOTA: mi è stato fatto notare che dopo un po’ di usi, la richiesta di verifica se ne va anche senza dargli un numero di telefono, non ho intenzione di provare, anche perchè ai fini dello studio non cambia la validità della prova.
Per il momento si conclude la mia esplorazione di questo social network, stupito (nemmeno tanto) dalla leggerezza con cui le persone rivelano ad un completo estraneo determinati dati personali, per poi andare a brontolare altrove che non vengono rispettati i propri diritti di privacy, è veramente degradante.
Tanto per chiarire il mio punto di vista, non è facebook che odio, per quanto mi riguarda semplicemente non ne trovo una personale utilità; quello che odio è la stupidità delle persone che prima si lamentano del fatto che nei negozi online non c’è la “normativa sulla privacy”, o che per funzionare per bene Android vuole il tuo username e la tua password di gmail, e poi si registrano ad un sito in cui scrivono anche il numero di peli sul culo, aggiornandolo anche se cambia la situazione.
You can’t kill the metal
Posted in: Blog by Al O'Nerd on febbraio 10, 2010
Ok, il Keller Platz fa cagare come audio, e lo sapevamo, tuttavia la serata non è passata male, con la sorella che arriva tardi, la compagnia che arriva troppo presto, l’amico che (giustamente) protesta per aver pagato più del triplo una birra, e il giorno successivo con l’udito annientato dal rumore bianco dato dalla eccessiva esposizione dei timpani alle percussioni di una batteria che veniva sovrastata male dagli altri strumenti.
Che dire, non ho il fisico per i concerti metal, non l’ho mai avuto, e credo che mai lo avrò, ma bravissimi gli Underskin, IMO un po’ meno ma non troppo i Tarchon Fist, e capisco come mai il CD dei Draconia è gratuito (si, Elisa, ti ho copiato la battuta).




