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800 Gb (Grandi Bufale)
Posted in: Blog by Al O'Nerd on settembre 11, 2009
Un collega è arrivato in ufficio con una piccola perla, a lui regalata da un amico, che abbiamo subito messo sotto esame…
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L’oggetto a prima vista parrebbe essere una comunissima pen drive USB, che avrebbe una peculiare particolarità: sarebbe in grado di memorizzare fino a (circa) 800 Gigabytes di informazioni. (OTTOCENTOGIGA O_O WTF)
Dopo un attento esame, risulta evidente che si tratta di una bufala, in quanto la pen drive è palesemente modificata: il chip di collegamento USB riporta una massima capacità di 781Gb, Windows si rifiuta però di formattarla.
Il caro amico pinguino invece, permette di formattare la chiavetta anche per 781Gb, anche in FAT32 (O_O WTF), che ovviamente poi non viene rilevata da nessun computer, compreso quello che l’ha formattata.
La soluzione si è presentata nella sua forma più semplice: attraverso la utility “dd” di linux ho riempito la chiavetta di dati casuali, finchè non ha dato errore di “No space left on device” (Non c’è più spazio sul dispositivo), dopodichè ho creato una partizione della dimensione specifica che è riuscito a riempire, e l’ho formattata FAT32, ora Claudio (il collega) ha una pendrive perfettamente funzionante da 4Gb, sulla quale è scritto 800Gb…
In ogni caso, è sufficiente una breve ricerca su Internet per rendersi conto che la chiavetta in questione è una bufala, è segnalata su molteplici siti come tale, adesso su uno in più.
Come una cometa, che appare nel cielo all’improvviso lasciando una brillante scia fino a quando sparisce oltre l’orizzonte, così appare ora la vita di Floppy, che è cresciuto in casa nostra e ci ha fatto compagnia, lasciando una scia di felicità e un briciolo di follia, per sparire all’orizzonte improvvisamente.
Addio, Floppy.
Ci mancherai.
01 – Una serata tranquilla
Posted in: Cyberpunk by Al O'Nerd on settembre 03, 2009
Night City, una “tranquilla” serata d’autunno, nel bar una chitarrista piuttosto carina sta mantenendo l’atmosfera sulle salde note di un hard rock, il locale e’ pieno della solita gentaglia ma un gruppo di ragazzetti abbastanza incazzati si e’ accatastato da un lato, vicino alla parete adiacente il palco.
“Spero che questo lavoro mi frutti di piu’ di quello scorso..” pensa Toshiyuki mentre al bancone sta sorseggiando il suo sintalcol, quando il suo pensiero viene interrotto da qualcosa che lo colpisce diretto alla nuca.
Il colpo e’ lieve, non ferisce nulla se non il suo orgoglio, che subisce un’altra ferita quando guardando in terra si rende conto che e’ stato colpito da un bicchiere vuoto, ora in frantumi sul pavimento.Lo sguardo corre verso la zona alle sue spalle, notando immediatamente due dei ragazzetti incazzati che salgono la scaletta per arrivare sul palco; uno di loro e’ palesemente il mittente del bicchiere, anche se probabilmente non era destinato direttamente al nomade, “Quei ragazzi devono imparare a pensare meglio a quello che fanno” e’ il pensiero di Toshiyuki mentre si porta alle scalette, afferrando qualcosa dentro la giacca.
“Prendiamola, facciamogliela pagare!”
Anche sopra al volume della cassa spia, Olivia sente chiaramente quello che i due individui si stanno urlando mentre avanzano verso di lei con gli sguardi torvi, mentre salgono le scale uno dei due lancia indietro il bicchiere che ha in mano, e porta la mano alla tasca dei pantaloni, salgono le scalette ed arrivano a un paio di metri da lei, quando all’improvviso uno dei due viene colpito da qualcosa e spinto da un lato.
Nello stesso istante in cui Olivia vede un terzo uomo, armato di mazza da baseball atterrare uno dei due, afferra la sua chitarra e la sventola addosso all’altro, colpendogli le gambe e destabilizzandolo; il tipo cade all’indietro, scivolando di sotto al palco, per sparire sotto ad un tavolino, l’altro invece estrae una pistola e la punta verso l’improvvisato battitore, che e’ piu’ pronto di lui e con una mazzata ben assestata gli fa volare la pistola verso l’altro lato del palco; la chitarrista finisce il lavoro sbriciolandogli la chitarra elettrica sulla nuca e stendendolo definitivamente.
I due superstiti si guardano un secondo, poi Toshiyuki rimette la mazza da baseball nella giacca, raccoglie la pistola del malcapitato e scende dal palco, avviandosi verso l’uscita, passando fra i clienti del bar che stanno facendo fragorosamente il tifo per Olivia, incitandola e chiedendo il bis e la rissa; lei invece non e’ d’accordo, e se ne va nel piccolo backstage, dove trova il suo tuttofare Gary, che si congratula per la gestione della situazione e la rassicura che l’indomani andranno ad acquistare una nuova chitarra.
A una decina di metri dall’uscita Toshiyuki nota, fra la gente che entra, la persona che stava aspettando, e la ferma.
“Che e’ sto casino? Andiamo dietro, e’ piu’ tranquillo” Lo invita il suo contatto, e si spostano anche loro verso il backstage, cogliendo cosi’ l’occasione di dare un’ultima occhiata alla chitarrista mentre se ne va.
Un paio di minuti dopo, e Toshiyuki “Dio” Saijima se ne va dal bar, con in tasca un altro lavoro da compiere, e un contatto di una persona che lo dovrebbe aiutare.
Tanto per rendere ancora più pubblica la mia geekitudine (si dice così?), ho allestito in casa una sala da LAN, al momento contiene 5 PC, di cui 4 che prima erano in camera mia e uno rimontato all’uopo con vari pezzi che agli altri ho aggiornato, ma se non altro adesso c’è lo spazio per collegare anche laptop vari.
Tanto per fare un po’ lo sborone, posto qualche foto (ritoccata per rendere la stanza meno orribile, perdonate la qualità delle foto, son fatte col vecchio cellulare).
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Si, il 4° PC mostrato nelle foto è collegato ad un videoproiettore, e si, manca la foto del 5° PC, non l’ho fatta -.-
08 – Ritorno
Posted in: Space Madness by Al O'Nerd on agosto 02, 2009
Diario di Erin Iovis – Continua
Sfortunatamente, il rischio era solo minimizzato dalla forma della stazione, non escluso, e quindi andai a centrare il buco vuoto fra i piloni e gli array di celle, in cui passa agevolmente un caccia.
La traiettoria però era buona, e riuscii a colpire e restare attaccata al pilone centrale, dopodiche’ con qualche fatica e un po’ di fortuna, a trovare un airlock esterno da cui entrare nella stazione.
La stazione all’interno era, come mi aspettavo, piuttosto deserta, ma sicuramente il sistema di sicurezza aveva registrato l’apertura non autorizzata di un airlock, e di li a poco infatti arrivarono due piccoli robot che mi prelevarono e portarono nell’area di ricevimento della stazione.
Le centrali energetiche sono molto spesso senza personale, quindi i robot mi depositarono in una cella di contenimento, in attesa che qualche responsabile della stazione arrivasse a controllare; fui fortunata perchè un tecnico era stato mandato proprio in quella giornata a fare la annuale manutenzione agli accumulatori. Fu lui che mi tirò fuori dalla cella, si assicurò che non fossi andata li per distruggere la stazione, e fu così gentile da accompagnarmi, su mia richiesta, al più vicino cantiere navale, a 5 settori di distanza.
Al cantiere navale presi in prestito una console, e richiamai il motivo per cui ero inseguita sia dagli Split, sia dai Venom, quella che era diventata la mia nave personale, una M6 terrestre modificata, classe Springblossom, l’unica rimasta nel Commonwealth, e l’unica ad avere quel tipo particolare di IA: lo stesso motivo per cui gli Split l’avevano rubata ai terrestri, lo stesso motivo per cui i Venom l’avevano rubata agli Split.
“Qui IA gamma 6 della corvetta spaziale Tendril, identificarsi prego” fu la familiare risposta del sistema automatico di interazione, digitai il mio codice di autenticazione personale, e richiamai lo stato della nave: era attraccata a una stazione commerciale in Ringo Moon, pensavo in attesa del compratore o mandante.
La lasciai là, poichè se volevo scoprire chi era stato il mandante, l’avrei dovuta seguire, quindi acquistai una nave veloce, un Discoverer Raider, e via, verso Ringo Moon.
Edit: aveva preso la data della bozza anzichè quella di pubblicazione, era finito giu fra i vecchi post
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